Nasce il nuovo modello per la Festa della Madonna: comunità, trasparenza e collaborazione al centro
Altavilla Milicia si prepara alla 402ª festa della Madonna della Milicia con un cambio di passo importante. Nella cornice del Santuario, è stato presentato il nuovo piano organizzativo dei festeggiamenti: un modello condiviso tra istituzioni civili e religiose che punta su partecipazione, trasparenza e corresponsabilità.
Un momento sentito, aperto dalla preghiera e segnato da una forte emozione, come ha ammesso il parroco don Giosuè Lo Bue: «Non nascondo la mia emozione… è tempo di cominciare a preparare la prossima festa della nostra patrona».
Nel suo intervento, don Lo Bue ha tracciato la linea guida dell’intero progetto: la festa come espressione del “noi”. Non solo evento religioso o civile, ma sintesi viva della comunità. «La festa della Madonna della Milicia è sempre stata frutto del noi della comunità»
Un “noi” che non si limita alle istituzioni, ma che vuole coinvolgere tutti gli altavillesi. Il parroco ha insistito sulla necessità di rafforzare questa dimensione: «Desideriamo che questo noi sia anche il noi della vita quotidiana… un coinvolgimento che realizzi maggiore coesione»
Da qui la scelta concreta: un protocollo d’intesa tra Comune e Parrocchia per strutturare una collaborazione più diretta, stabile e trasparente. «Non abolire il passato, ma proseguire in modo altro… una continuità che sia anche discontinua»
Sulla stessa linea il sindaco avv. Pino Virga, che ha sottolineato il valore identitario della festa per la città: «La festa della Madonna della Milicia è la festa per eccellenza». Virga ha chiarito un punto centrale: non si tratta solo di collaborazione formale tra enti, ma di un percorso parallelo verso un obiettivo comune, la crescita della comunità. «Le istituzioni civile e religiosa si muovono su binari paralleli… puntano allo stesso obiettivo»
Il nuovo modello nasce anche da una riflessione: perché vivere il senso di comunità solo nei giorni della festa? «Perché esaltare questo momento solo durante la festa e non anche nella fase organizzativa?»
Da qui la scelta di allargare la partecipazione: «Affidare lo sforzo organizzativo a una platea più ampia… per renderla più partecipata». Un cambiamento definito dallo stesso sindaco come una “piccola rivoluzione”, fondata su responsabilità condivise e maggiore coinvolgimento cittadino.
A chiudere la presentazione è stato il vicesindaco Biagio D’Ugo, che ha illustrato nel dettaglio il piano operativo. Il punto di partenza è chiaro: «Siamo partiti da due parole: collaborazione e trasparenza».
Il modello prevede una governance condivisa tra sindaco e parroco, articolata in otto aree operative: dalle celebrazioni al carro trionfale, dalle volate alla comunicazione, fino alla sicurezza e alla gestione economica.
Tra le novità principali:
una raccolta fondi strutturata con IBAN dedicato
rendicontazione pubblica e accessibile
potenziamento della comunicazione e promozione
maggiore attenzione a sicurezza, viabilità e sostenibilità
L’obiettivo è chiaro: «Vogliamo che ogni altavillese si senta parte attiva della festa». E ancora: «Proviamo a sognare una festa più bella… poi raccoglieremo quello che riusciamo».
La festa prenderà il via già dal 5 settembre, con un programma civile più ampio e una preparazione che coinvolgerà l’intero anno.
Il protocollo firmato segna così un passaggio storico: non una rottura con il passato, ma un’evoluzione.
Una festa che resta fedele alle sue radici, ma che cambia nel modo di essere costruita: più aperta, più condivisa, più consapevole. (AKI)